| L’itinerario, decisamente montano e impegnativo
dal punto di vista ciclistico, offre la possibilità di vedere non solo vette alpine,
ma anche alcuni famosi luoghi d’arte dell’Alto Adige. Si prende il via da Bressanone, uscendo dalla città in direzione sud e innestandosi nella S.S. 12
in direzione di Bolzano. Pedalando pressoché in falsopiano, dopo meno di dieci kilometri si giunge a un importante bivio, dove si deve abbandonare la statale per seguire, a sinistra,
le indicazioni per San Pietro e il Passo delle Erbe. Attraversato l’Isarco,
la strada inizia fin da subito a salire con pendenze abbastanza regolari
e così prosegue fino
a Pizzago, dove
si tiene la sinistra per il Passo delle Erbe.
Poi, dopo San Pietro,
la salita diviene più irregolare e si incontrano tratti decisamente impegnativi. Questi si attenuano poi gradualmente e, dopo aver lasciato a sinistra una strada che scenderebbe direttamente a Bressanone, si scollina al Passo di Eores. Si scende, quindi, fino a un ponte
e si risale fino a raggiungere il Passo delle Erbe, che si estende, come dice il nome, fra boschi e prati.
La discesa nell’altro versante è molto ripida, anche quando si attraversa la stazione turistica di Antermoia, e termina nei pressi di un ponte, dopo il quale la strada inizia improvvisamente a salire. Raggiunto in meno di tre kilometri un culmine, si riprende a scendere fino ad arrivare a San Martino in Badia. Circa un kilometro prima di questa località si fiancheggia Castel Thurn, un’antica costruzione oggi adibita a museo della
Val Badia. La strada, infine, si innesta con una breve risalita, dopo avere attraversato la Gran Ega, sulla S.S. 244 della Val Badia, che si imbocca a sinistra, lasciando subito a destra il paese di Piccolino. Scendendo dolcemente si giunge al bivio di Longega, dove si devia a destra per
San Vigilio di Marebbe. Raggiunta, con lievi pendenze, quest’ultima importante località turistica, invece di dirigersi verso il centro, si devia a sinistra per il Passo Furcia, che si raggiunge superando alcune rettilinee rampe davvero micidiali.
Dal passo, lasciata
a sinistra la sterrata
per Plan de Corones,
si cala con decisione, passando per Valdaora
e sbucando, infine, sulla
S.S. 49 della Val Pusteria. La si imbocca a sinistra,
con la possibilità di percorrere una pista ciclabile che le corre parallela, e la si segue fino alle porte di Brunico, dove si devia a destra per attraversare il centro della città, evitando così la lunga e pericolosa galleria.
Usciti da Brunico, ci si rinnesta sulla S.S. 49,
in direzione di Bressanone e Bolzano, sempre con
la possibilità di scegliere
la parallela pista ciclabile,
e si prosegue in falsopiano attraversando in successione Castelbadia, Chienes e Valdoies.
Dopo quest’ultima località, si tocca Rio di Pusteria
e si scende fino a un importante svincolo,
dove si devono seguire
le indicazioni per l’abbazia
di Novacella, che si fiancheggia poco dopo.
Da qui a Bressanone
il tratto è breve
e comunque ancora
in discesa.
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