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Partenza: Champoluc (AO)
Arrivo: Champoluc (AO)
Lunghezza: 16,71 km
Dislivello: 796 m
Quota massima: 2278 m slm
Difficoltà: elevata
Durata: 2h 20'
Informazioni: A Champoluc: Route Varasc 16 - 11020 Ayas (AO)
tel. 0125 307 113, fax 0125 307 785.
Ad Antagnod: Route E.Chanoux 11020 Ayas (AO)
tel 0125 306 335, fax 0125 306 518
Email: infoayas@aiatmonterosa.com
 
 
L’itinerario prende il via da Champoluc in Val d’Ayas, e più precisamente dal parcheggio del ristorante Le Petit Coq, situato lungo la S.R. 506 che congiunge questa località con Saint Jacques. Da qui imbocchiamo la suddetta S.R. 506 asfaltata in direzione nord, quindi verso Saint Jacques, pedalando all’inizio in leggerissima salita con bella vista sulla Rocca di Verra, la cima più elevata visibile sullo sfondo, che separa il Pian di Verra dal Vallone delle Cime Bianche. Fiancheggiato un capitello, lasciamo poco dopo sulla destra l’abitato di Frachey e la stazione di partenza della funivia che condurrebbe all’Alpe Ciarcerio. Da qui la salita diventa un po’ più decisa e, dopo aver scartato la deviazione a destra per il Rifugio Casale Monferrato, arriviamo a Saint Jacques. Attraversato in piano, al km 2.19, il vasto piazzale adibito a parcheggio dove sorge sulla sinistra una fontana proseguiamo dritto, fiancheggiando sulla destra l’antica chiesa e iniziando di nuovo a salire, sempre su fondo asfaltato. Scartata una prima secondaria a sinistra, fiancheggiamo poi sulla destra un antico e caratteristico Rascard dalla base in pietra e il sopralzo in legno di larice e, alla prima biforcazione, contraddistinta da un capitello situato proprio in mezzo alla strada, continuiamo sul ramo dritto, lasciando a sinistra quello che condurrebbe al rifugio Grand Tournalin. Subito dopo teniamo la destra, sempre su asfalto, scartando il ramo dritto sterrato e continuiamo a salire, incontrando poco dopo un breve tratto in falsopiano che ci consente di prendere fiato. La salita, poi, gradualmente riprende quando ci lasciamo alle spalle le ultime case sparse di Saint Jacques e la strada risulta poco più avanti chiusa al traffico automobilistico. Al km 2.88 compiamo il primo tornante sinistrorso, scartando una secondaria sterrata che si staccherebbe al suo esterno e, poco dopo, anche il nostro fondo diviene sterrato, in discreta terra battuta, compatta e, quindi, ottimamente pedalabile. Procediamo riparati in parte dall’ombra di un bosco composto in prevalenza da larici e abeti rossi e superiamo una lunga serie di ravvicinati tornanti con pendenza sempre piuttosto ripida, ulteriormente inasprita, di tanto in tanto, da qualche micidiale rampa. Al km 3.80 ci viene in aiuto un breve attimo di respiro, ma poi la salita riprende e poco più avanti scartiamo in successione prima la deviazione a destra per i rifugi Ferraro e Guide di Frachey, continuando a sinistra per Tour du Mont Rose e Cervinia, e poi quella a sinistra per Fieri, punto di partenza delle prime ascensioni verso la cima del Monte Rosa. Intanto i tornanti proseguono in continua successione a scandire la nostra salita fino al km 5.15, punto in cui superiamo l’ultimo, sinistrorso, subito dopo il quale la strada entra nel Pian di Verra Inferiore, offrendoci una meravigliosa e ravvicinata vista sull’imponente vetta del Monte Polluce e del ghiacciaio del Monte Rosa. La pendenza da qui diminuisce leggermente e la vegetazione arborea presenta solo sempreverdi frammisti agli arbusti, tipici delle alte quote, che ricoprono vaste sassaie derivate da antiche frane. Circa 200 metri dopo lasciamo a destra il sentiero che imboccheremo al rientro e, poco più avanti a sinistra, una bella fontana utile per fare scorta d’acqua. L’itinerario prosegue per ora sulla principale che sale ancora per circa 400 metri a pendenza ridotta e, quindi, spiana completamente. Raggiungiamo così, in breve, il vasto e brullo pianoro che caratterizza il Pian di Verra Inferiore solcato al centro dall’omonimo fresco torrente, che attraversiamo su un primo ponte di legno al km 5.82. Da qui riprendiamo a salire molto dolcemente, attraversando il vasto vallone dedicato al pascolo e punteggiato da alcune baite e lasciando più avanti, a destra, la deviazione che condurrebbe a una colonia estiva. Il fondo è un po’ peggiorato, ma, data la scarsa pendenza, rimane ancora ben pedalabile. Poi la salita riprende un po’ più decisa e ci consente di arrivare al km 6.73 nei pressi del secondo ponte su un affluente del torrente di Verra, dove l’itinerario termina. La sterrata, attraversato il ponte, salirebbe ancora in modo decisamente impegnativo sul fondo del vallone fino a raggiungere l’Alpeggio Pian di Verra Superiore, mentre un sentiero non ciclabile, che si stacca sulla sinistra prima del ponte, consentirebbe di raggiungere a piedi, con meno di duecento metri di dislivello, il Lago Blu. Noi invece ritorniamo sui nostri passi, scendendo lungo la sterrata percorsa all’andata, riattraversando il primo ponte e arrivando, infine, al km 8.11 nei presi della fontana. Fiancheggiata la fontana sulla destra, subito dopo dobbiamo lasciare la principale per imboccare un sentiero che si stacca sulla sinistra con indicazioni per il Rifugio Ferraro. Procediamo con bruschi saliscendi su un fondo piuttosto tecnico che risulta difficilmente ciclabile ai meno allenati. Poi la ciclabilità viene del tutto compromessa da alcuni gradoni che dobbiamo superare bici in spalla, risalendo lungo la costa sinistra della valle con bella vista sulla sterrata percorsa in salita e su Champoluc. Più avanti possiamo risalire in sella per arrivare in breve in località Resy, dove sorgono il Rifugio Ferraro e il Rifugio delle Guide Frachey. Fiancheggiato sulla sinistra il primo, continuiamo su una strada a fondo erboso, scartando poco più avanti il ramo che scenderebbe con una netta curva a destra. Da questo punto riprendiamo a salire con estrema decisione su un fondo abbastanza ben pedalabile, attraversando una zona caratterizzata da vaste praterie pascolative punteggiate da sparse malghe. La risalita termina al km 10.82, nei pressi di un bivio dove lasciamo a sinistra la deviazione per l’Alpe Forca e continuiamo a destra sulla principale, che da qui inizia a scendere, facendo attenzione a tenere la destra anche poco più di cento metri dopo, scartando la deviazione dritta che, attraversato un ponte, condurrebbe all’ingresso di una funivia. La strada scende assai ripidamente, superando un ponte di legno e lasciandosi successivamente a destra una deviazione che riporterebbe a Resy. Lasciata quindi a sinistra la stazione di partenza di una seggiovia, al km 13.38 sbuchiamo sul tornante di una strada più importante che imbocchiamo a destra con indicazioni per Saint Jacques, continuando in discesa. Superiamo così in sequenza sette tornanti, ma all’altezza dell’ottavo, destrorso (km 14.89), proseguiamo dritto su fondo semiasfaltato, fiancheggiando poco dopo sulla destra il Rifugio Casale Monferrato, attualmente chiuso. Centocinquanta metri dopo questo, la strada termina nei pressi di un capitello e di un campo da calcio. Qui, scartate le indicazioni a sinistra per Crocetta, imbocchiamo invece un sentiero protetto da muretti a secco, che scende sulla destra con un fondo semierboso a sfasciumi e indicazioni per Frachey. Questo scende con decisione e, dopo aver superato una gradinata e tenuta la destra a una biforcazione che troviamo già fra le case, sbuca in una piazzetta asfaltata in centro a Frachey. Passando fra la chiesa e la fontana arriviamo in breve sulla S.R. 506 asfaltata che collega Champoluc a Saint Jacques e che, imboccata a sinistra, ci riporta in lieve discesa nei pressi del ristorante Le Petit Coq, da dove siamo partiti. Ringraziamo Fausto Revil per averci accompagnato nel percorso. Traccia GPS Potete scaricare la traccia GPS di questo itinerario dal nostro sito www.cycling.it e di seguito diamo i riferimenti per i waypoint marcati. Il WP 001 corrisponde al punto di partenza, il WP 002 a Saint Jacques, il WP 003 al secondo ponte sul Torrente Verra, il WP 004 alla località Resy, il WP 005 al bivio per la funivia del km 10.90, il WP 006 al Rifugio Casale Monferrato e, infine, il WP 007 a Frachey.

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