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Partenza: San Martino di Castrozza (TN)
Arrivo: San Martino di Castrozza (TN)
Lunghezza: 48,32 km
Dislivello: 1349 m
Quota massima: 2143 m slm
Difficoltà: elevata
Durata: 4h
Informazioni: Apt di San Martino di Castrozza e del Primiero
via Passo Rolle 165
38058 San Martino di Castrozza (TN)
0439 768 867, fax 0439 768 814
Email: info@sanmartino.com
Link: http://www.sanmartino.com
 
 
Data la lunghezza e il dislivello complessivo del percorso la salita che conduce da San Martino di Castrozza al Rifugio Tognola verrà effettuato con l’aiuto della funivia. L’itinerario prende il via, quindi, dalla stazione bassa della funivia della Tognola, situata lungo la S.S. 50, poco prima di entrare a San Martino di Castrozza provenendo da Fiera di Primiero. Con la funivia ci portiamo, naturalmente senza alcuna fatica, in cima al monte dove sorge il Rifugio Tognola e dal vasto piazzale imbocchiamo in discesa l’unica sterrata che scende verso la Malga Tognola. Con una veloce discesa su fondo ghiaioso, intervallata al centro da 200 metri piatti, arriviamo velocemente nel vasto piazzale della Malga Tognola, dove in estate c'è possibilità di ristoro e da dove imbocchiamo sulla sinistra una traccia che passa a fianco di un impianto invernale di risalita. Questa si trasforma quasi subito in un sentiero e quando poco dopo si biforca ne seguiamo il ramo di sinistra che, con segnavia n. 352, riporta indicazioni per Valsorda e Cauria. Da qui ci infiliamo nella valle del Rivo Tognola con un andamento nettamente discesivo e un fondo decisamente tecnico, tanto da far risultare più agevole proseguire, per molti tratti, a piedi con la bici al fianco o in spalla. Qualche tratto risulta pedalabile, ma i grossi massi e i salti rendono l’andatura decisamente trialistica. La discesa è interrotta al km 2.83 dall’attraversamento di una radura, ma poi riprende, immergendosi in una vegetazione piuttosto fitta e, con un ultimo tratto a stretti tornantini, termina nei pressi di una casa della forestale. Lasciata la casa a destra, proseguiamo su strada forestale, raggiungendo un ponte sul Rivo Valsorda, attraversato il quale sbuchiamo su una sterrata più importante che imbocchiamo girando a destra con indicazioni per Ponte Stel e Caoria e segnavia n. 352. Proseguiamo così in leggera discesa sotto al bosco sulla principale, attraversando due volte il torrente che fiancheggiamo e superando alcuni tornanti, fino a raggiungere un bivio al km 7.68 dove deviamo sulla sinistra, seguendo le indicazioni per Malga Fiamena e riprendendo a salire. Da questo punto siamo entrati nella Foresta Demaniale di Valsorda e, dopo aver oltrepassato una sbarra, superiamo poi una serie di tornanti. Scartate le varie secondarie che si staccano sulla destra e sulla sinistra, a una biforcazione più netta che incontriamo al km 10.97, successivamente a un tratto pianeggiante e subito dopo aver superato un ponte, teniamo il ramo di sinistra che sale, scartando quello di destra che scenderebbe. Dopo questo compiamo un tornante sinistrorso e poi dobbiamo fare molta attenzione a identificare una secondaria che si stacca sulla destra al km 12.23, salendo molto ripidamente su fondo semierboso. Questa, uscita più avanti allo scoperto, dopo aver superato alcune impegnative rampe, arriva sullo spiazzo dove sorgono le costruzioni che compongono la Malga Fiamena. Fiancheggiate queste, lasciandole a sinistra, proseguiamo su una strada dal fondo semierboso, che si immerge nuovamente nel bosco e procede ancora in leggera salita. Poco più di cento metri pianeggianti precedono le ultime rampe che ci portano a valicare, al km 13.85, una specie di forcella, dopo la quale l’andamento diviene nettamente discesivo. Lasciata, quindi, a sinistra la deviazione che condurrebbe a una malga, superiamo un ponte e scartiamo la deviazione a sinistra per il Col delle Mede, Prada e Canal San Bovo. Scartata al km 17.98 un’altra secondaria a destra, la strada spiana per circa 500 metri ma poi riprende a scendere, scavata nel fianco del pendio che scende sulla nostra destra. Poi, facendo attenzione a scartare altre secondarie, ci immergiamo in una fitta foresta di sempreverdi. Al km 19.95 il fondo diviene asfaltato e, perdendo velocemente quota con una serie di tornanti, arriviamo rapidamente in centro a Cicona, dove sbuchiamo su una strada più importante che imbocchiamo a sinistra, riprendendo a salire. Pedalando ancora fra le case, fiancheggiamo a sinistra una bella fontana e superiamo un ponte. La salita, successivamente, si accentua, ma la strada si appiattisce quando attraversiamo Zortea. All’uscita dal paese l’andamento diviene nettamente discesivo e al km 24.19 ci immettiamo con uno stop su una strada ancora più importante che imbocchiamo, proseguendo dritto. Superiamo con questa un tornante e poi un ponte, ma al km 26.11 dobbiamo fare attenzione a lasciarla per imboccare una secondaria che si stacca a sinistra senza indicazioni. Con andamento vagamente discesivo e dopo aver percorso un ultimo tratto contromano, sbuchiamo infine, nuovamente, sulla S.P. 79 che seguiamo a sinistra. Questa, fiancheggiata a sinistra una fontana, risale brevemente per valicare al km 27.60 il Passo Gobbera e poi scende nell’altro versante. Dal valico la seguiamo per poco più di 200 metri e poi la lasciamo per imboccare una secondaria, sempre asfaltata, che si stacca sulla sinistra e riparte in salita con un divieto di transito ai mezzi superiori alle 7 tonnellate. Evitata una prima deviazione a destra, quando la strada si biforca, scartiamo il ramo principale che compirebbe un tornante sinistrorso e proseguiamo dritto su una secondaria che procede in leggera discesa. Tenendo sempre la principale, superiamo una serie di colatoi e arriviamo infine al km 30.93, nei pressi di un capitello dove convergono più strade. Qui, scartata quella che piegherebbe nettamente a sinistra in salita, delle due che ci si presentano dinanzi, scegliamo quella di sinistra sterrata, che si trasforma quasi subito in sentiero e scende con decisione. Dopo alcuni saliscendi tagliamo di netto una mulattiera a fondo cementato, proseguendo dritto con indicazioni per Passeggiata Fiera di Primiero. Ne tagliamo una seconda, attraversando successivamente, con un ripido saliscendi un colatoio. Sempre con bruschi saliscendi, attraversiamo un ponticello e, dopo aver attraversato il cortile di una casa colonica, scendiamo poi ripidamente su fondo cementato, fino a immetterci, al km 32.39, su una strada asfaltata che imbocchiamo a sinistra, riprendendo a salire immediatamente. La seguiamo per poco meno di 100 metri e poi deviamo a destra su una sterrata che riporta sempre indicazioni per Passeggiata Fiera di Primiero e segnavia n. 357. Questa, con andamento in leggera discesa, fiancheggia a sinistra una casa isolata nei pressi della quale sorge una fontana, poi attraversa un gruppo di baite e taglia di netto una strada asfaltata. Al km 34.61 il fondo diventa asfaltato, ma poco dopo, quando l’asfalto proseguirebbe sulla destra, lo lasciamo per continuare dritto sempre su sterrato. Al km 35.34, nel punto in cui lasciamo a sinistra un’ennesima fontana, il fondo diventa definitivamente asfaltato e siamo già fra le case di Fiera di Primiero. Continuando sempre dritto, dopo aver lasciato a destra una chiesa, sbuchiamo su una strada più importante che imbocchiamo a sinistra, scendendo su fondo in pavé fino al centro di Fiera di Primiero, dove ci immettiamo, a sinistra, sulla S.S. 50. Da qui si potrebbe chiudere il percorso, percorrendo strade secondarie sterrate che porterebbero, però, il dislivello complessivo e la difficoltà dell’itinerario a livelli decisamente impegnativi. Quindi, rimandando il tratto su sterrato da Fiera di Primiero a San Martino di Castrozza, peraltro molto panoramico, a un futuro itinerario, per portare a termine il percorso, da qui non ci resta che seguire questa strada, la S.S. 50, fino al punto di partenza. Daremo comunque una sommaria descrizione anche di questo tratto asfaltato di collegamento. Procedendo all’inizio in leggera salita, al km 36.07 lasciamo a destra la deviazione per Transacqua e più avanti quella per il Passo Cereda. Attraversiamo, quindi, Siror e dopo avere attraversato il ponte sul Cismon la salita diventa un po’ più impegnativa. Superati due tornanti, procediamo poi con pendenza abbastanza regolare e a larghe curve. Al km 43.36 attraversiamo il ponte sul Rio Val del Diavolo e poco dopo quello sul Rio Valmesta. Poi lasciamo a destra la deviazione per il Rifugio al Velo, da qui riprendono i tornanti. Con questi, fiancheggiata a destra un’area a parcheggio e a sinistra un grande bar, arriviamo infine, a conclusione del percorso, alle porte di San Martino di Castrozza, nei pressi della stazione di partenza della Funivia Tognola. Attenzione Dopo il 1° maggio 2006, data di entrata in vigore, nella sola provincia di Trento, delle nuove norme che vietano la circolazione delle mountain bike sui sentieri di larghezza inferiore alla bici messa di traverso e con pendenza superiore al 20 per cento, prima di effettuare il percorso occorre verificare presso le locali aziende turistiche o gli alberghi, se i tratti dell’itinerario su sentiero siano o meno soggetti a queste restrizioni. In caso di divieto, si fa presente che i suddetti tratti dovranno essere effettuati a piedi, con la bici al fianco o in spalla. Traccia GPS Potete scaricare la traccia GPS di questo itinerario dal nostro sito www.cycling.it. e di seguito diamo i riferimenti per i waypoint marcati. Il WP 001 corrisponde al punto di partenza, il WP 002 al Rifugio Tognola, punto di arrivo della funivia, il WP 003 alla Malga Tognola, il WP 004 al ponte sul Rivo Valsorda del km 5.04, il WP 005 alla Malga Fiamena, e infine il WP 006 al centro di Fiera di Primiero.

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