| La “rotta del Po” si riferisce a una tremenda piena che disalveò i rami meridionali del fiume per formare, dopo non poche traversie idrologiche, l’attuale corso. Il percorso prende il via da Pilastri, un piccolo paese del ferrarese situato all’estremità nord dell’Emilia Romagna, proprio al confine con la Lombardia e con la provincia di Mantova. Da un incrocio in località La Dogana Posto di Confine seguiamo le indicazioni per Sermide, imboccando l’asfaltata S.P. 34 Ferrarese che, correndo con un canale sulla destra, raggiunge in breve la frazione di Porcara, dove sconfiniamo per un piccolo tratto in provincia di Mantova. Prima di raggiungerne il centro, nei pressi di una grande casa colonica gialla con i balconi color bruciato, abbandoniamo la principale per imboccare la strada Argine Campo, via Argine di confine, che si stacca sulla destra e che procede fra ampi campi coltivati a frutta e numerose case coloniche sparse lungo la strada. Continuando a strette curve, in parte sotto a qualche rado albero, più avanti la strada si eleva sopra i campi e assume l’aspetto di un argine. Attraversiamo così la minuscola frazione La Pedocca, composta da un certo numero di case coloniche raggruppate e, mezzo kilometro dopo, lasciamo a sinistra una secondaria sterrata proseguendo dritto per Bondeno.
Al km 4.05 il fondo diviene sterrato e fiancheggiamo ancora altre case coloniche, mentre i cespugli ai lati della strada diventano più consistenti e continua ad esserci la presenza di qualche rado albero, in grado comunque di dare sollievo al ciclista in caso di sole. Al km 5.75 un fitto boschetto nasconde sulla destra una grande casa e, mezzo kilometro dopo, raggiungiamo un incrocio dove scartiamo una strada a destra per Burana e Pilastri e una a sinistra senza alcuna indicazione e proseguiamo dritto per Zerbinate, attraversando subito il canale Allacciante di Felonica. Superato l’incrocio, la strada si allarga alquanto e dopo 1.25 km il fondo diviene asfaltato nel punto in cui attraversiamo un altro raggruppamento di case coloniche in località Rangoncella. Pedaliamo in piano e senza fatiche per più di un kilometro e raggiungiamo, quindi, un importante incrocio dove giriamo a destra nella via di Spagna, seguendo le indicazioni per Bondeno e scartando la strada che proseguirebbe invece dritto per Stellata e Zerbinate. Il fondo è ancora asfaltato, ma decisamente rovinato e alternato a tratti sterrati, mentre i campi intorno risultano ora coltivati ad alberi da frutto. Non sarà difficile che una lepre ci tagli la strada.
Il derivatore del Po
Al km 9.45 superiamo un ennesimo gruppo di case coloniche in località Ca’ Jacobella e 300 metri dopo fiancheggiamo sulla destra la grande azienda agricola Anghiara. Proseguendo ancora in piano, compiamo un’ampia curva a sinistra e ci infiliamo in un bel viale alberato, che ci consente di pedalare per un tratto all’ombra. Scartata una secondaria sulla destra, iniziamo, poi, a fiancheggiare un canale, che resta sulla nostra destra per circa 300 metri e che successivamente attraversiamo e lasciamo
che si perda sulla sinistra. Poco dopo, continuando a pedalare lungo il viale alberato, superiamo l’agglomerato di case La Calcagna e affianchiamo per un breve tratto sulla nostra sinistra la linea ferroviaria. La strada arriva, infine, al km 11.68 in località Ponti di Spagna e sbuca sulla più importante S.P. 18 che imbocchiamo girando a destra. La strada, che si chiama via Anima Condotti, fiancheggia sulla sua sinistra il Derivatore del Po, Canale delle Pilastresi, ex Scolo Cavalletta, e sulla destra alcune case di recente costruzione e assume, poco più avanti, un fondo sterrato in buona e compatta terra battuta.
Raggiunta la frazione Le Cipolle, lasciamo a sinistra una strada che, attraversato il canale, proseguirebbe per Bondeno e Ferrara, e continuiamo dritto, seguendo sempre la via Anima Condotti, che ora riporta indicazioni per Burana. Lasciata sulla destra la Chiavica Bondiolo, una grande idrovora costruita per la bonifica del territorio, la sterrata sbuca, infine, al km 15.67, su una strada più importante asfaltata nei pressi di una seconda grossa idrovora. Qui giriamo a destra e, facendo attenzione al traffico, che potrebbe essere abbastanza intenso, iniziamo a pedalare a fianco del Canale di Burana, più largo e più imponente di quello fiancheggiato prima, che resta sulla nostra sinistra. Si tratta di uno dei più importanti canali costruiti per la bonifica di questi territori. Lasciato sulla destra un interessante Museo della Civiltà Contadina, poco dopo entriamo nel paese di Burana, che fa capo a uno dei maggiori consorzi di bonifica. Raggiunto il centro, dove sorge la grande chiesa, nell’incrocio dobbiamo abbandonare la strada principale per imboccarne una che si stacca a sinistra (delle due scegliere quella più a sinistra) e che riporta indicazioni per Villa Prospera.
Attraversato il Canale di Burana, subito dopo il ponte giriamo a destra, imboccando la strada comunale che reca una segnalazione per Finale Emilia. Corriamo ancora a fianco del canale, che ora rimane però sulla nostra destra, e pedaliamo su una larga strada asfaltata caratterizzata da un traffico davvero modesto, che fiancheggia numerose case isolate. Ne lasciamo a destra, al km 18.95, una assai singolare, denominata La Colombara per via di una grande torre che veniva utilizzata con tutta probabilità per custodire e allevare i colombi utilizzati in passato anche come piccioni viaggiatori. Poco più di 300 metri dopo di questa dobbiamo fare attenzione a lasciare la principale, che piegherebbe sulla sinistra, per proseguire invece dritto lungo una sterrata che continua a fiancheggiare sulla destra il canale. Canale le cui sponde si presentano ora caratterizzate da fitti canneti. Pedaliamo su un buon fondo in terra battuta, fortunatamente con poca ghiaia, ma allo scoperto, in un territorio completamente privo di alberi, e fiancheggiamo sulla sinistra una serie di case coloniche, una delle quali diroccata, una abbandonata, una in ristrutturazione e altre abitate. Al km 24.65 la sterrata sbuca infine sulla più importante S.P. 40 asfaltata, che imbocchiamo a destra. Con questa entriamo poco dopo a Pilastri, dove imbocchiamo a sinistra la S.S. 496, che in pochi metri ci riporta in località La Dogana da dove siamo partiti. |
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