| L’itinerario prende il via dal centro di Sarentino, vicino alla chiesa, e più precisamente dal n. 15 di via Europa, dove si trova l’Associazione Turistica Val Sarentino e dove sorge anche una bella fontana utile per fare scorta d’acqua. Da qui imbocchiamo la via Europa in direzione nord e la percorriamo, pedalando prima in piano tra le case di Sarentino e attraversando poi in leggera salita una zona artigianale. Giunti in vista del ponte che attraverserebbe il torrente Tàlvera, che scorre sul fondo della valle, poco prima di questo deviamo a sinistra e facciamo attenzione, subito dopo, a non seguire la principale che piegherebbe sulla destra, ma a continuare dritto, seguendo le indicazioni per Collerno. Dal bivio la strada inizia a salire con una certa decisione, restringendosi e correndo sul limitare che separa il bosco dai pascoli. Al km 1.34 ci immergiamo nel bosco e superiamo il primo di una serie di tornanti che ci consentiranno di prendere gradualmente quota. Lasciata a destra una secondaria, al km 3.39 dobbiamo fare attenzione a compiere il tornante sinistrorso, scartando la strada che proseguirebbe dritta. Usciti allo scoperto, saliamo poi in costa fra prati scoscesi, lasciando a destra un’altra secondaria.
Al km 4.45 fiancheggiamo il Maso Kieserhof e alla biforcazione che incontriamo poco più avanti teniamo il ramo di destra, che continua a salire, e non quello di sinistra, che invece scenderebbe. Scartate altre due secondarie sulla destra, incontriamo 350 metri di falsopiano che ci consentono di riprendere fiato e quindi, ripreso a salire, fiancheggiamo altri masi tra cui l’Alber e lo Stofner. Altri 140 metri di leggera discesa interrompono la salita, che poi però riprende portandoci ad attraversare prima la frazione di Untermarchen e poi, dopo avere attraversato un ponte di legno, quella di Obermarchen (km 7.70). Lasciate alle spalle le poche case di quest’ultima, il fondo diventa per 200 metri cementato (un cemento a tasselli sul quale risulta abbastanza impegnativo procedere) e poi sterrato. La strada intanto continua a salire mantenendosi in costa col pendio che scende a sinistra verso il fondo della valle che stiamo risalendo. Lasciata a destra un’area sterrata dedicata al parcheggio, superiamo un paio di tornanti e ci lasciamo alle spalle un cancellata di legno (piccolo cancello per bici e pedoni sulla sinistra). Scartata una secondaria a sinistra, fiancheggiamo sulla destra una parete rocciosa e usciamo, quindi, fra prati scoscesi dedicati allo sfalcio e al pascolo. Superato un tornante destrorso, ci lasciamo alle spalle l’ultimo isolato albero per affrontare l’ultimo tornante sinistrorso.
Poco dopo questo raggiungiamo l’Öttenbacheralm, una grande malga fiancheggiata da un rifugio dove è possibile ristorarsi. Qui lasciamo a destra una secondaria e, attraversata una serie di cancellate per trattenere gli animali al pascolo, proseguiamo dritto sulla sterrata Panoramaweg che riporta il segnavia 14 e che corre ancora in costa, ma ora in falsopiano, fra ampi prati scoscesi dedicati al pascolo. Dal km 11.32 la sterrata inizia a salire molto dolcemente e dopo circa 1.2 km raggiunge il Piano della Forcella dove, a un importante bivio, lasciamo dritto la sterrata che raggiungerebbe a vista il Rifugio Merano, mentre noi pieghiamo a sinistra, imboccando un largo sentiero che sale ripido, interrotto dalle canalette di scolo dell’acqua e riporta indicazioni per il Kreuzjoch. Dopo una prima rampa la salita continua con pendenza variabile, superando alcuni tratti rocciosi da fare a piedi, fino a raggiungere un culmine (km 13.02) per poi scendere di quota. Attraversato un cancelletto, continuiamo a scendere su un bel sentiero protetto ai lati da due file di tronchi di legno e raggiungiamo infine il Kreuzjochl (Passo della Croce), identificato da una croce di legno che sorge sulla destra, al di là di una staccionata. Da qui proseguiamo dritto, sempre su sentiero, riprendendo a salire con pendenza non dura.
Superata qualche rampa su fondo roccioso, arriviamo in cima al Maiser Rast, dal quale proseguiamo prima in piano e poi in leggera discesa raggiungendo, al km 15.36, una forcelletta, dove lasciamo a destra le indicazioni per la Malga Verano (Vöraner Alm), e proseguiamo dritto per Sarentino (segnavia A ed E5). Il sentiero imboccato è ripido, ma al contempo è anche ben messo e abbastanza scorrevole; è certo comunque che, per effettuare la salita in sella, ci vuole un buon allenamento. La salita termina in cima al Kreuzjoch (Giogo della Croce), punto più elevato del percorso, dal quale la vista spazia libera tutto intorno, verso l’Ortles, la Paganella e le Dolomiti. Sulla cima sorge una bella croce di legno a tre bracci, caratteristica di queste zone. Dalla vetta proseguiamo dritto, sempre su sentiero ben marcato da segnavia bianco/rossi, scendendo fino a un primo punto basso, poi risalendo brevemente e quindi scendendo definitivamente fino a raggiungere, al km 17.23, l’Auener Jochl (Giogo dei Prati). Il percorso continuerebbe da qui piegando a sinistra, in discesa, sul tratturo che riporta indicazioni per il Rifugio Sarentino e segnavia 11-2. Prima, però, vale la pena di fare una variante per raggiungere, con un’ultima salita, la cima del caratteristico Stoanerne Mandln, che sorge proprio davanti a noi. L’inizio non è duro e consente anzi di pedalare agevolmente, poi però la pendenza aumenta.
Tenuta la destra a una biforcazione, superiamo con una scaletta una staccionata e proseguiamo in salita fino ad arrivare in breve sulla vetta del Stoanerne Mandln, dove ci attende una bella sorpresa. La cima del monte, infatti, è completamente tappezzata da pinnacoli di pietra, ce ne saranno più di un centinaio di varia misura e fattura. Se ne ha notizia fin dal 1538 e sono stati costruiti dai pastori per radunare le pietre e dare così più spazio all’erba per il pascolo. Dalla croce che sorge sulla cima, lasciamo a sinistra il sentiero da cui siamo saliti e ci dirigiamo, scendendo su traccia di sentiero, verso una specie di piccolo castelletto costruito con le pietre, raggiunto il quale troviamo un sentiero da fare rigorosamente a piedi, che scende molto ripido su un sottostante spiazzo erboso dove sorge una panchina e dal quale la vista spazia sul paese di Sarentino e su tutto il fondovalle. Qui pieghiamo a sinistra e, dopo aver superato un cancelletto, imbocchiamo un sentiero che, correndo sinuoso in costa, ci consente di riportarci sul sentiero fatto per salire allo Stoanerne Mandln. Imboccato il sentiero a destra in discesa, questo ci riporta in breve nuovamente sull’Auener Jochl (Giogo dei Prati) da dove pieghiamo a destra, imboccando il tratturo che scende con indicazioni per il Rifugio Sarentino e segnavia 11-2.
Facendo attenzione al fondo, un po’ disturbato dai sassi e dalla graniglia mobile, raggiungiamo in breve l’Auener Alm, ottimo punto di ristoro (squisito il succo di sambuco), e da qui proseguiamo, sempre in discesa, su una sterrata dal fondo decisamente migliore di prima. Superati alcuni tratti veramente ripidi, la sterrata arriva su una strada più importante e asfaltata, che imbocchiamo a destra, proseguendo praticamente dritto, sempre in discesa. Fiancheggiato al km 21.99 il Rifugio Sarentino, una discesa di circa 7 km ci porta velocemente in centro al paese di Sarentino: nella piazza dove sorgono la chiesa e il municipio pieghiamo a sinistra e in breve ci troviamo davanti all’Associazione Turistica Val Sarentino da dove siamo partiti. |
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