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 Meteo
Partenza: Smarano (TN)
Arrivo: Smarano (TN)
Lunghezza: 17,26 km
Dislivello: 442 m
Quota massima: 1181 m slm
Difficoltà: media
Informazioni: Azienda per il Turismo Val di Non
via Roma 21, 38013 Fondo (TN)
tel. 0463/830133, fax 0463/830161
Email: info@visitvaldinon.it
Link: http://www.visitvaldinon.it
 
Traccia Gps: download file Gps
 
 
Al km 1.59 dobbiamo lasciare l’asfalto per imboccare una sterrata dal fondo semierboso, che si stacca sulla destra con indicazioni per Sette Larici e segnavia n. 11. Procediamo immersi in un fitto bosco, ancora in salita per poco più di 100 metri e, poi, iniziamo a scendere, ma pochi metri dopo che la pendenza si è invertita dobbiamo piegare a sinistra su un viottolo dal fondo completamente erboso. Tenuta, poco dopo, ancora la sinistra per Sette Larici, procediamo dritto, scartando una secondaria a destra e sbucando infine su una strada asfaltata che imbocchiamo a sinistra. Raggiungiamo così in breve il vasto piazzale che sorge davanti al ristorante pizzeria Credai, dal quale proseguiamo dritto, imboccando una sterrata che procede in leggera salita, lasciando a sinistra il ristorante. Fiancheggiata sulla sinistra una piccola immagine sacra, proseguiamo sempre sulla principale, superando una sbarra e poi un paio di rampe piuttosto impegnative fino a raggiungere un culmine. Da qui proseguiamo in falsopiano, superando un’altra sbarra e sbucando sull’asfaltata Strada della Predaia che imbocchiamo a sinistra. Raggiunto un incrocio in località Sette Larici, imbocchiamo la strada asfaltata di destra e, dopo averla percorsa per qualche metro, la lasciamo per deviare a sinistra su una sterrata identificata come percorso n. 11. Procedendo in dolce salita, superiamo una zona recentemente disboscata per fare spazio a un laghetto e, quando arriviamo all’ingresso del bosco, teniamo la sinistra a una biforcazione (segnavia n. 11). Poco dopo, sulla cima del Dos de la Pozza Longia, la salita termina e la sterrata si trasforma in un sentiero, scendendo con una certa decisione. Facendo attenzione alle radici che intralciano un po’ il procedere e seguendo sempre il sentiero principale che riporta il segnavia n. 11, incontriamo una serie di leggeri saliscendi. Dal km 4 l’andamento diventa prevalentemente discensivo e successivamente il sentiero si riallarga, trasformandosi prima in tratturo e poi in una bella strada sterrata che corre sempre immersa in un magnifico bosco in cui si mescolano pini e abeti rossi. Più avanti, 100 metri di risalita interrompono la discesa, ma la sterrata riprende poi a scendere, costringendoci, al km 4.72, a prestare molta attenzione dato che, poco prima di raggiungere un importante incrocio che riporta il segnavia n. 11, dobbiamo abbandonare la principale per imboccare un tratturo che si stacca sulla destra, compiendo quasi un tornante. Questo, restringendosi e riallargandosi, scende ancora, raggiungendo in breve un punto basso per poi risalire. Poco più di 300 metri dopo averlo imboccato dobbiamo fare ancora attenzione a lasciarlo per deviare a destra sul tratturo denominato “Quattro passi en tel bosc”. Procediamo ancora in discesa su questa traccia invasa dalle radici, che si allarga e si restringe, e facciamo attenzione a seguire sempre le indicazioni sopra dette. Così facendo, teniamo la sinistra a una biforcazione, poi risaliamo bruscamente e quindi giriamo a destra al km 5.47. Da qui ci ritroviamo a pedalare su un tratturo dal fondo completamente erboso che, dopo una breve risalita, punta con decisione in discesa. Dopo aver piegato a destra al km 6.18 (segnavia n. 12 Crosare), sbuchiamo su uno spiazzo ghiaioso dove c’è un bel punto panoramico dal quale è possibile vedere la famosa abbazia di San Romedio, costituita da cinque chiese sovrapposte. Qui pieghiamo a sinistra, imboccando una sterrata che riporta ancora il segnavia n. 12. Questa corre perfettamente piatta, al riparo di un bosco non molto fitto, con un perfetto fondo in terra battuta, e ci offre belle vedute panoramiche sulla destra verso il lago artificiale di Coredo che dobbiamo raggiungere. La sterrata, dopo aver superato un masso che impedisce l’ingresso alle auto, termina su un largo spiazzo dove, a una biforcazione, teniamo il ramo di destra che subito dopo assume un fondo asfaltato. Raggiunto il centro di Merlonga, identificabile dalla fermata dell’autobus, proseguiamo ancora fino a raggiungere un altro spiazzo tra le case dove dobbiamo fare attenzione a continuare dritto, buttandoci giù per un tratturo dal fondo un po’ disturbato dai sassi. Arrivati in breve in un altro piccolo spiazzo, dove ci sono un tavolino e delle sedie, proseguiamo dritto (cartello di divieto di transito), scartando successivamente una traccia secondaria a destra e tenendo poi la destra a una biforcazione. Giunti in località I Plani (cartello segnaletico), proseguiamo ancora dritto in discesa per 100 metri e, prima che il fondo diventi cementato, deviamo nettamente a destra (freccia rossa su un albero). Così facendo, con una discesa su fondo misto, arriviamo su una strada semiasfaltata che imbocchiamo a sinistra, arrivando in breve in un punto dove convergono molte sterrate e dove si trova l’ingresso della Segheria Palù, un’antica segheria veneziana azionata da un mulino ancora oggi funzionante. Davanti ai paletti di ingresso di questa segheria, dobbiamo imboccare la traccia che si stacca sulla sinistra (due pali in legno impediscono il passaggio alle auto). Questa porta in un grande spiazzo, dal quale proseguiamo dritto su un largo stradone sterrato, fiancheggiando sulla destra il Lago di Coredo. Raggiunta una strada asfaltata, la imbocchiamo a sinistra, ma poi l’abbandoniamo subito per immetterci nella pista ciclopedonale che corre parallela sulla destra, denominata viale dei Sogni. La seguiamo, correndo a fianco di un piccolo canale e tenendo la destra in una prima biforcazione. Terminato il canale e raggiunta una seconda biforcazione, scartiamo l’asfaltato ramo di destra e, 100 metri dopo, tagliamo di netto una strada asfaltata, proseguendo dritto su un sentiero. Questo sbuca su una strada asfaltata che imbocchiamo proseguendo dritto e riprendendo a salire fra le case di Coredo. Quando la strada, in centro a Coredo, si biforca, seguiamo le indicazioni a destra per gli impianti sportivi, immettendoci poi ancora a destra su una strada più importante. Raggiungiamo così in breve un punto dove convergono molte strade e dove imbocchiamo la via alla Torre che riporta indicazioni per il medesimo parco. Quando si biforca, teniamo il ramo di destra (sempre via alla Torre) e quando, poco più avanti, si divide in tre, imbocchiamo il ramo centrale sterrato. Dopo 100 metri teniamo la destra per Biotopo Insenda e Tavon e dopo altri 300 metri, lasciata a destra una prima secondaria che riporterebbe indicazione “Laghi”, nella vicina biforcazione teniamo la sinistra (indicazione Tavon). Scartate tutte le secondarie, al km 12.17 arriviamo in una biforcazione più importante dove teniamo il ramo di destra che sale con una pendenza più decisa. Terminata la salita, lasciamo a destra un’altra deviazione per Laghi e subito dopo deviamo invece a destra imboccando un sentiero che procede in saliscendi. Raggiunta un’area di sosta in mezzo al bosco con annesso parco giochi per bambini, imbocchiamo, proseguendo dritto, l’unica larga sterrata che proviene dalla nostra destra. Questa raggiunge in breve un incrocio nei pressi del maneggio di Tavon dove sorge un grande crocifisso e da dove proseguiamo imboccando la strada asfaltata di destra. Scartata l’indicazione a sinistra per San Zeno, il fondo diventa sterrato e più avanti scartiamo anche una deviazione a destra per Coredo Laghi. A una successiva biforcazione teniamo invece la destra per Coredo Due Laghi, scartando il sentiero San Romedio di sinistra, e raggiungiamo un altro grande crocifisso che sorge nei pressi del Lago di Tavon. Qui scartiamo due sterrate che si staccherebbero a destra e proseguiamo dritto, iniziando a fiancheggiare il lago sulla destra. Lasciamo poi a sinistra altre indicazioni per San Romedio e raggiungiamo quindi la diga che separa questo lago da quello di Coredo. Qui lasciamo a destra una prima deviazione che salirebbe sulla diga e, dopo aver superato una breve rampa, ci immettiamo a sinistra su una strada asfaltata, iniziando a fiancheggiare sulla destra il Lago di Coredo. Divenuto, quasi subito, il fondo sterrato, superiamo qualche saliscendi e arriviamo nuovamente nell’incrocio situato sotto la segheria Palù, dove siamo già transitati in precedenza. Qui proseguiamo dritto, immettendoci poco dopo su una sterrata più importante che a sua volta, al km 15.56, sbuca sull’asfaltata S.P. 7 che imbocchiamo a sinistra. Per arrivare a Smarano e al punto di partenza non ci rimane che superare 1.70 km di facile salita, allietati da un bellissimo panorama sul Gruppo delle Dolomiti del Brenta e della Paganella.

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