| La salita che conduce in vetta al Passo del Sommo da Pedemonte non è particolarmente impegnativa, ma è abbastanza incostante e richiede un uso appropriato dei rapporti. |
La salita che porta al Passo del Sommo da sud parte dalla provincia di Vicenza, nel Veneto, e arriva in quella di Trento, della quale fa parte il passo, che segna il confine tra gli altipiani di Lavarone e di Folgaria. Non si tratta di un ostacolo particolarmente impegnativo,
né per la lunghezza né per il dislivello complessivo da superare né, tantomeno, per le pendenze, che non arrivano mai a superare il 9 per cento. Non va comunque sottovalutata, dato che non è costante e risulta quindi abbastanza difficile impostare un passo e tenerlo dall’inizio alla fine. Bisogna, invece, in ogni momento, essere pronti a usare adeguatamente il cambio, per adattarsi ai cambiamenti di pendenza che ha la strada.
Chi punta a una buona prestazione dovrà fare particolare attenzione
a non perdere il tiro sui pedali, magari inserendo la corona grande quando
le pendenze scendono al di sotto
del 4 per cento.
Nessuna ombra
I tornanti sono in totale diciotto, suddivisi in gruppi, e veri e propri tratti all’ombra non ce ne sono,
fatto che, unito all’esposizione a sud che ha la strada, suggerisce di affrontare la salita, specie in estate, nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Il traffico, infine, risulta abbastanza sostenuto tutti i giorni fino a Lastebasse, mentre nelle parti mediana e finale della salita può infastidire solo nei giorni festivi. La S.S. 350, lungo la quale si svolge la salita, collega Schio
a Calliano, quest’ultima situata lungo
la Val Lagarina
e la S.S. 12
del Brennero, valicando il Passo del Sommo e passando poi per la stazione turistica di Folgaria. Da Schio la strada inizia fin da subito a salire e, con una pendenza decisamente modesta (inferiore all’1 per cento), raggiunge in circa 9 km Piovene Rocchette, infilandosi, da qui, nella
Val d’Astico e correndo a fianco del fiume, che resta alla sua destra.
La pendenza si mantiene sempre alquanto bassa per altri 25 km, in cui si guadagnano circa 190 metri di dislivello, con una pendenza media dello 0.8 per cento, fino al punto
in cui si stacca sulla destra la deviazione che porta a Pedemonte.
L’inizio della salita
È proprio da qui, nei pressi del cippo del km 31 della statale, che noi facciamo partire la nostra descrizione e i rilevamenti altimetrici. Lasciato alle spalle questo bivio, la strada inizia a salire con una pendenza più elevata di prima, ma sempre piuttosto bassa, intorno al 3-5 per cento. Superata la minuscola località di Snideri, lasciamo a sinistra la deviazione per Pon
e ci lasciamo alle spalle anche Colmani. Superato un ponte su un affluente dell’Astico, che scorre sempre alla nostra destra sul suo largo letto, la pendenza si eleva ed entriamo a Giaconi, che attraversiamo lasciando a sinistra la chiesetta dedicata a Santa Barbara. Usciti da questo paese, in
un continuo susseguirsi di case, entriamo a Lastebasse e, prima di
attraversarne il centro, superiamo i primi due tornanti. Nei pressi della piazza centrale la pendenza però diminuisce di molto e, usciti dal paese, possiamo intravedere sulla nostra destra i contrafforti dell’Altopiano di Lavarone. Pedalando quasi in piano entriamo a Busatti e proprio in centro, nel punto in cui fiancheggiamo una cappella dedicata a San Rocco, la pendenza torna di nuovo a elevarsi. Qui usciamo dal Veneto ed entriamo nella provincia autonoma di Trento, all’interno della quale si svolgerà il resto della salita.
Attraversiamo l’Astico
Nel raggio di un kilometro superiamo così quattro tornanti, abbastanza ravvicinati tra loro, poi, mentre
la strada attraversa un punto franoso, la pendenza diminuisce nuovamente, portandosi intorno al 4 per cento,
e così resta mentre lasciamo a destra uno spiazzo e fino
al punto in cui, quasi senza accorgercene, attraversiamo
su un piccolo ponte l’Astico,
il cui letto si
è ora alquanto ridotto. Subito dopo il ponte, superiamo un isolato tornante sinistrorso e fiancheggiamo poi sulla destra un capitello, mentre pedaliamo già tra le case sparse che costituiscono la frazione di Buse. Poco dopo la pendenza si alza di nuovo e inizia una serie di cinque tornanti che ci consentirà di superare il contrafforte sul quale si erge l’Altopiano di Lavarone. Dopo il primo tornante fiancheggiamo una trattoria, che può essere presa come riferimento per il centro della frazione di Buse, e dopo il terzo, destrorso, ci lasciamo sulla destra un grande masso sul quale è stato issato un cuore. In questo tratto la vista si può allungare verso valle, offrendoci begli scorci sull’Astico e sulla strada che abbiamo fin qui percorso. Lasciato alle spalle l’ultimo tornante destrorso di questa serie,
una lunga traversata in costa ci porta
a raggiungere un importante bivio in località Nosellari, in cui proseguiamo sulla principale per Trento e Folgaria, compiendo un tornante sinistrorso e lasciando a destra la strada che porterebbe a Lavarone, Luserna e Asiago. Nei pressi del bivio, di fianco a un bel un crocifisso, c’è una fontana, utile per chi avesse bisogno di fare scorta d’acqua. In questo punto la pendenza diminuisce parecchio, portandosi su valori compresi tra il 3 e il 4 per cento, e così si mantiene per circa 1.5 kilometri, mentre corriamo in costa al di sotto di alti speroni rocciosi che si protendono sopra di noi. Avvicinandoci a Carbonare la pendenza aumenta nuovamente e, prima di raggiungerne il centro, fiancheggiamo sulla destra un’altra fontana. In centro a Carbonare dobbiamo prestare molta attenzione, dato che dobbiamo fermarci allo stop per immetterci a sinistra sulla statale della Val d’Assa proveniente da Lavarone, seguendo sempre le indicazioni per Folgaria, Trento e Rovereto.
Il finale
Poco più avanti, dopo aver lasciato a sinistra la chiesa, teniamo la sinistra, scartando la deviazione a destra per Trento. Una bella rampa all’uscita dal paese precede un paio di tornanti e poi attraversiamo la frazione di Morganti. Dopo questa, senza che la pendenza accenni a diminuire, superiamo altri due tornanti e lasciamo poi a destra la frazione di San Sebastiano, di cui intravediamo la grande chiesa.
Un breve sottopasso precede l’ultimo tornante, poi la strada serpeggia e raggiunge infine il valico, situato subito dopo il bivio a sinistra per Fiorentini. |
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