| L’itinerario effettua il periplo completo del Monte Amiata, mantenendosi a tratti entro vasti castagneti e offrendo spesso visioni di maestosa bellezza e suggestività. L’Amiata, un grande vulcano del quaternario di forma conica, poggiante sopra una base di roccia sedimentaria, per la sua forma elevata e isolata e per la natura straordinariamente porosa delle
rocce trachitiche che lo costituiscono, è caratterizzato da una grande abbondanza di sorgenti. Queste sgorgano alla base della grande cupola trachitica, nella zona compresa tra i 500 e i 1000 metri di altitudine, dove sorge a intervalli la maggior parte dei centri abitati che circondano il monte. Si esce da Abbadia San Salvatore in direzione sud, lungo la S.P. 18, lasciando subito a sinistra la S.P. 39 che si dirigerebbe verso la Cassia, e si inizia a pedalare in falsopiano fra prati e castagni. Fiancheggiati sulla sinistra i resti di un complesso conventuale francescano, si raggiunge in breve un bivio dove si tiene la destra per Santa Fiora, lasciando la strada che proseguirebbe dritta verso il centro di Piancastagnaio. La strada sale dolcemente fra i castagni, offrendo un bellissimo panorama verso sud est sul lago di Bolsena e oltre, sui Monti Albani e sull’Appennino Abruzzese, e raggiunge un piccolo colle dove sorge Saragiolo. Da qui prosegue dapprima in dolci saliscendi e poi cala, passando per Bagnolo e Marroneto e raggiungendo, infine, Santa Fiora. Dal paese si prosegue lungo la S.P. 6 del Monte Amiata che, lasciate alle spalle le case, sale dolcemente fino a Bagnore e poi scende, sempre con pendenze modeste, fino ad Arcidosso, situata sull’insellatura che separa l’Amiata dal Monte Labbro. Dal centro del paese si prosegue in direzione di Castel del Piano, prima scendendo per superare un corso d’acqua e poi risalendo fino
a raggiungere in breve quest’ultima località. In centro al paese si devia dalla principale, che proseguirebbe verso Seggiano, per imboccare a destra la secondaria S.P. 37 Macinaie, che inizia fin da subito a salire lungo il versante occidentale dell’Amiata, innalzandosi nel bosco con curve e tornanti. La strada, dopo aver superato la località Madonna di Camicione, raggiunge infine Prato delle Macinaie, una zona amena situata ai piedi della vetta del Monte Amiata, a un’altitudine compresa tra i 1350 e i 1385 metri di altitudine. Qui si lascia a destra la S.P. 45 della Contessa, che salirebbe verso la cima del monte, e si prosegue sulla sinistra lungo la S.P. 37, che, dopo un tratto in falsopiano, inizia a scendere dolcemente. Lasciata a destra la principale, che porterebbe in cima all’Amiata, si piega a sinistra sulla S.P. 107 di Pescina, che scende con una certa decisione. La lunga discesa porta a sbucare sulla S.P. 111 San Biagio Pescina che, imboccata a destra, conduce in breve in centro a quest’ultima, piccola località. Qui si lascia a sinistra la S.P. 107 per Seggiano e si prosegue sulla principale S.P. 111 in direzione di Vivo d’Orcia.
La strada procede in falsopiano fino
a Trefonti, poi sale dolcemente, attraversando il Vetra e superando Altore, e quindi scende raggiungendo Vivo d’Orcia. Dal paese si prosegue verso nord in direzione di Campiglia d’Orcia, che si raggiunge dopo aver superato alcuni saliscendi e lasciato a sinistra la strada per Castiglione d’Orcia e San Quirico d’Orcia.
Da Campiglia si piega in direzione sud e si sale, sempre fra boschi di castagni, aggirando il Poggio Zoccolino e toccando poi il Podere Montierino.
La strada poi degrada dolcemente e, dopo avere fiancheggiato il Podere Zaccaria, raggiunge, infine,
a conclusione del percorso,
Abbadia San Salvatore. |
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