La salita che porta da Massa a quello che viene comunemente identificato come Passo del Vestito, entrando nel cuore della Alpi Apuane, è piuttosto lunga, ma non presenta mai pendenze impegnative: i 1033 metri di dislivello, infatti, nonostante un paio di tratti in cui si perde un po’ di quota, si spalmano in modo abbastanza regolare sui 21 kilometri. In ogni caso, occorre prestare attenzione ad alcuni aspetti. La strada, specie nella prima parte, è molto stretta ed è resa ancora più stretta dalle numerose auto parcheggiate sui suoi bordi, in particolar modo nell’attraversamento delle frazioni, tanto che, molte volte, un’auto non ha lo spazio necessario per superare un ciclista. Attenzione, poi, alle numerose gallerie che si incontrano, il più delle volte poco, o per nulla, illuminate. Molte sono corte, ma l’ultima è lunga e decisamente pericolosa. Oltre a questo, la strada risulta in molti tratti dissestata, con il fondo stradale decisamente sconnesso e, a volte, quasi sterrato.
Si parte dal centro di Massa
La salita prende il via da piazza Liberazione a Massa, da dove imbocchiamo il viale Eugenio Chiesa, seguendo le indicazioni per San Carlo Terme e Castello di Malaspina. Iniziamo fin da subito a salire, percorrendo all’inizio un bel viale alberato, e, dopo aver piegato a sinistra lungo la principale, dobbiamo fare attenzione a girare a destra sulla via Mura Nord, per Castelnuovo Garfagnana, Antona e San Carlo. La stretta strada imboccata sale con pendenza modesta fra le case di Massa, raggiungendo in breve una rotonda, dove proseguiamo seguendo sempre le stesse indicazioni, che, poco dopo, ci fanno girare
a sinistra lungo la via dei Colli. Pedalando sempre su questa stretta strada, fiancheggiamo sulla destra un capitello a Sant’Antonio e poi a sinistra una fontana, che precede di poco un primo, largo, tornante destrorso. A questo segue una larga curva a sinistra, dopo la quale il panorama si apre a volo d’uccello sulla città di Massa che ci siamo lasciati alle spalle.
La prima galleria
Dopo uno stretto tornante destrorso, la strada si immerge in una fitta e rigogliosa vegetazione mediterranea e più avanti, al km 2.60, superiamo la Galleria della Tempesta, la prima, lunga solo 80 metri. Dopo 500 metri superiamo un altro tornante sinistrorso, lasciando a destra la deviazione per Montignoso e Cerreto, e ora, usciti dalla vegetazione, il panorama si apre vastissimo, a perdita d’occhio, verso la costa e il mare. Fiancheggiata sulla destra una vecchia fontanella con un’immagine sacra, lasciamo a sinistra la deviazione che scende all’Hotel Alberta. La salita non è in questo tratto particolarmente impegnativa e la strada risulta a tratti protetta, a monte, da alti muri di contenimento, che sostengono le numerose ville che sorgono lungo il pendio. Al km 4.05 la pendenza diminuisce ulteriormente e, dopo aver compiuto un tornante sinistrorso, entriamo a San Carlo Terme. Giunti in centro al paese, lasciamo a destra la strada per Montignoso e iniziamo a scendere, fiancheggiando più avanti, sulla sinistra, la chiesa di Santa Croce.
La discesa termina subito prima di superare un ponte, dopo il quale proseguiamo in piano, raggiungendo in breve
la frazione di Pariana. Lasciata a sinistra la strada che raggiunge il centro, riprendiamo a salire con pendenza assai modesta, in vista, davanti a noi, dei contrafforti delle Alpi Apuane. Proseguendo dritto per Castelnuovo Garfagnana in un incrocio, al km 7.28 superiamo la minuscola frazione di Altagnana e, 150 metri dopo, la pendenza si inverte ancora una volta.
Una dolce discesa
La discesa, molto dolce, è lunga esattamente 1350 metri e termina nel punto in cui attraversiamo il secondo lungo ponte, al di là del quale la strada riprende a salire, con pendenza, però, sempre alquanto modesta. La strada, fiancheggiata su un suo lato da rocce, assume qui un aspetto decisamente severo e rimane sempre molto stretta. Lasciato a destra, al km 10.11, il Ristorante Piero, poco dopo attraversiamo la frazione di Antona e successivamente superiamo uno stretto tornante destrorso dal quale possiamo godere di alcuni scorci molto belli del paese che ci siamo appena lasciati alle spalle. Poi la strada serpeggia per un tratto, mentre si incominciano già a scorgere, per ora in lontananza, le prime cave di marmo. Al km 12.51 superiamo un tornante sinistrorso e dopo 800 metri ne incontriamo un altro, destrorso, scavato completamente nella parete rocciosa. La strada procede ancora per un tratto ed entra nella minuscola frazione di Campareccia, che attraversiamo, fiancheggiando l’omonimo ristorante e un piccolo monumento. Successivamente, pedalando sempre a pendenza alquanto ridotta, superiamo la breve Galleria di Porneta (77 metri) e ci portiamo alla base di una serie di sei tornanti, che ci consentiranno
di superare 150 metri di dislivello.
Nei pressi del primo, sinistrorso, lasciamo a destra la Taverna del Lupo. 500 metri dopo aver lasciato alle spalle l’ultimo di questi sei tornanti, arriviamo in località Pian de la Fioba, dove si trova l’ingresso a un orto botanico e dove si stacca a sinistra la strada che condurrebbe al Rifugio Città di Massa. Noi, invece, proseguiamo dritto, attraversando poco dopo la Galleria di Tecchia, lunga 130 metri, all’uscita dalla quale si trova una piccola cappella.
Al km 18.58 incontriamo una piccola galleria senza nome e dopo questa ne superiamo, in rapida successione, altre tre: la Galleria dell’Acerello (77 metri), la Galleria degli Uncini (52 metri) e la Galleria Val di Sora (31 metri).
Un paesaggio unico
Usciti da questa ci ritroviamo immersi in un paesaggio davvero strabiliante, dove il verde della vegetazione si mescola al bianco candido delle numerose cave di marmo, ormai quasi tutte dismesse. Poco dopo usciamo dalla provincia di Massa ed entriamo nell’ultima galleria, quella del Monte Pelato, lunga 660 metri, all’uscita dalla quale terminano le nostre fatiche: il vero Passo del Vestito si trova 310 metri più a nord della galleria, a una quota di 1136 metri s.l.m., ed è raggiungibile solo a piedi, con un sentiero. |
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