| L’itinerario, che si svolge interamente all’interno del Parco Nazionale dei Monti SIbillini, partendo da Visso, nelle Marche, e percorrendo strade secondarie, entra in Umbria e attraversa le grandi conche del Piano Perduto e del Piano Grande, per poi rientrare rasentando i confini ovest del parco. Si prende il via dalla centrale piazza Capuzi di Visso e si imbocca la S.P. 135, via Galliano, che si dirige verso Ussita. La strada, uscita dal paese, si infila nella valle del torrente Ussita e sale all’inizio tra vegetazione rada e poi tra fitti boschi misti. Raggiunta la frazione di Sasso e poi quella annessa di Pieve, dove ha sede il comune di Ussita, si devia a destra sulla S.P. 130, che riporta indicazioni per Nocria e Castelsantangelo sul Nera. La strada imboccata continua a salire, lasciandosi a destra la frazione di Sorbo e attraversando quella di Cuore di Sorbo,
e scollina, infine, in località Pian di Croce, dove si stacca a sinistra la deviazione per Frontignano. Proseguendo sulla principale si scende con decisione, attraversando le frazioni di San Placido e Nocria, e si sbuca sulla S.P. 134, che si imbocca a sinistra in direzione di Castelsantangelo sul Nera. Attraversata subito quest’ultima località, la strada inizia a salire con una certa decisione e con una serie di tornanti, lasciato a destra il centro di Gualdo, raggiunge la Forca di Gualdo, che consente di entrare nella conca dei Piani di Castelluccio. Lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è davvero suggestivo: in basso si estende il Piano Perduto, chiuso dal promontorio dove sorge Castelluccio. Dal valico si scende per un tratto e si raggiunge il fondo del Piano Perduto, poi si risale brevemente fino ad arrivare in centro alla frazione di Castelluccio. Da qui, tenendosi sull’unica strada asfaltata, si cala sul fondo del Piano Grande e si lascia a sinistra la strada per la Forca di Presta, correndo poi lungamente in piano fra pascoli e campi coltivati. Lasciato a sinistra l’Inghiottitoio, dove confluiscono le acque del Piano Grande, la strada sale raggiungendo una forcella e poi scende lasciando a destra il Rifugio Perugia. Proseguendo da qui in discesa, si lascia a sinistra la strada per la Forca Canapine e si supera un lungo tratto tagliato nella roccia, al termine del quale si attraversa il dirupato Fosso dell’Inferno. Con la vista che spazia da un lato verso il Terminillo e dall’altro verso Norcia e la strada della Forca d’Ancarano, che si dovrà percorrere in discesa, si supera la Forca di Santa Croce e si arriva nel vasto e verdeggiante Piano di Santa Scolastica. Tenuta la destra per Norcia, si fiancheggia sulla destra la chiesa di Santa Scolastica e, con magnifica vista sulle torri e sui campanili della città, si raggiunge infine Norcia. La si attraversa
e la si lascia alle spalle, imboccando la S.P. 476 per Visso e Camerino che inizia fin da subito a salire. Con ampie svolte si raggiunge la Forca d’Ancarano, al di là della quale la strada scende con bella vista verso la Val Campiano. Superate le frazioni di Sant’Angelo, Piè del Colle e Campi, si raggiunge poi Piedivalle, da dove si devia sulla destra, per raggiungere, con una breve risalita, l’antichissima Abbazia di Sant’Eutizio. Rientrati a Piedivalle, si continua in discesa sulla S.P. 476 fino a raggiungere Borgo, subito dopo il quale si devia a destra per Saccovescio. La strada imboccata sale fino a quest’ultima località e poi scende sbucando sulla
S.S. 209 della Val Nerina, in località
Ponte Nuovo. Questa strada, imboccata a destra, correndo in leggera salita in una gola incisa tra dirupi altissimi, ora a destra ora a sinistra del fiume Nera, raggiunge, infine, a conclusione del percorso, Visso. |
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