| Parcheggiata l’auto vicino alla staccionata, partiamo con la mtb nei pressi di un grande pannello di legno, verso sud-ovest, sulla sterrata che all’inizio si sviluppa in piano fra vasti prati al limitare del bosco, fiancheggiando poco più avanti sulla sinistra una fontana.
Da qui iniziamo a salire, alternando brevi rampe a tratti in falsopiano ed entrando ogni tanto nel bosco.
Dopo un kilometro appare davanti a noi la mole del Monte Peller che, visto da nord, ci appare come una lunga massa di roccia di colore rossastro che si eleva, come una fortezza, da una base di boschi e prati.
Le rocce calcaree che costituiscono il Monte Peller si sono originate in un periodo compreso tra 220 e 70 milioni di anni fa (Triassico-Giurassico-Cretaceo) come conseguenza della lenta deposizione sul fondale marino degli scheletri calcarei di microscopici organismi planctonici. Una breve discesa ci porta in località Fontana Maòra, dove lasciamo a sinistra una sterrata che scende a Bersaglio e a destra un’altra secondaria chiusa da una sbarra. Da qui la strada riprende a salire, immergendosi nel bosco: in questa zona non è difficile avvistare l’orso, che è comunque molto schivo e non crea alcun problema. Dopo aver fiancheggiato a sinistra delle alte e incombenti pareti rocciose, usciamo allo scoperto e, scartata una prima secondaria sulla destra, raggiungiamo un’importante biforcazione in località Passo Le Fraìne, da dove proseguiamo dritto per Malga Clesera, scartando la sterrata di destra dalla quale rientreremo dopo avere aggirato completamente il Monte Peller.
Una bella rampa ci porta successivamente in località Prà del Termen (Fontana Radice su alcune carte) dove, seguendo le indicazioni per il Rifugio Peller, ci immettiamo a destra su una sterrata più importante che sale da Tuenno. Proseguendo in salita, superiamo una recinzione elettrificata (aprire e chiudere) e, dopo essere usciti allo scoperto fra prati scoscesi, arriviamo in località Malgaroi, dove lasciamo a destra una secondaria che conduce a vista a una vicina malga e da dove possiamo vedere la salita che ancora ci attende, che aggira sulla sinistra la base del Peller. Al km 4.15 raggiungiamo un importante bivio nei pressi del lago Durigiati, dove proseguiamo a sinistra per la Malga Tassulla e il Pian della Nana, scartando la strada di destra per il Rifugio Peller. Procedendo in salita, con belle rampe alternate a tratti di recupero, raggiungiamo un parcheggio da dove la sterrata risulta chiusa al traffico automobilistico. Un’altra recinzione metallica segna l’inizio della rampa più dura, superabile in sella solo dai più allenati, che termina nel punto in cui lasciamo a sinistra una croce di legno. Da qui la pendenza diminuisce e pedaliamo in costa con un meraviglioso paesaggio, a sinistra, sulla Val di Non solcata dal Noce e su tutti i paesi che la costituiscono.
A mano a mano che avanziamo, aggirando la mole del Peller, la vista cambia, offrendoci davanti agli occhi l’intero gruppo delle Dolomiti del Brenta e, più sotto, il Lago di Tovel. Alcuni saliscendi ci consentono di prendere fiato per affrontare l’ultima dura rampa che inizia poco dopo aver fiancheggiato sulla destra una vasca di pietra, utile per abbeverare gli animali al pascolo. Una croce indica l’arrivo sul Dos dei Ceseri, oltre al quale è visibile, ormai vicina, la Malga Tassulla. Per raggiungerla non ci resta che scendere dolcemente per un breve tratto e, poi, risalire altrettanto dolcemente. Davanti alla malga, dove è possibile ristorarsi e gustare dell’ottimo formaggio di capra, si estende la grande conca pascolativa dell’Anfiteatro della Nana, chiusa da una corona di monti tra i quali spicca, sullo sfondo, il Sasso Rosso. Dalla malga proseguiamo sul tratturo, facendo però attenzione a lasciarlo quando si dirige verso il fondo della conca, per imboccare uno stretto sentiero che si stacca sulla destra, puntando verso una evidente forcella. Facendo attenzione a tenere sempre la traccia più alta, che ci consente di non perdere quota, con un’ultima breve rampetta raggiungiamo il Passo della Forcola, che ci consente di affacciarci verso la Valle del Sole. Valicata la forcella, scendiamo nell’altro versante, facendo, però, subito attenzione a scartare il sentiero che scende a destra e tenendo, invece, quello che procede in costa (indicazioni per Lago della Salare e Malga Cavalli).
Così facendo arriviamo in vista del piccolo Lago della Salare, che sorge sulla nostra destra: qui occorre prestare un po’ di attenzione, dato che la traccia non è molto evidente. Al km 8.40, infatti, alla fine del lago, dobbiamo lasciare la traccia che proseguirebbe dritta in costa e piegare, invece, sulla destra puntando in direzione di una piccola baita di legno che sorge al di là del lago. Attraversiamo così dei prati e, aggirando il lago, tenendolo sulla nostra destra, raggiungiamo la baita, dopo la quale la traccia diventa più evidente e risulta evidenziata da segnavia bianco-rossi. Da questa proseguiamo, rasentando ancora il lago sulla destra, superando una piccola conca e risalendo, poi, brevemente. Dopo la risalita la traccia si trasforma in un largo tratturo dal fondo prativo e troviamo indicazioni per la Malga Clesera. Una bella discesa su terreno che può essere in alcuni tratti fangoso ci porta su una sterrata più importante che imbocchiamo a destra, procedendo, poi, in falsopiano sotto al bosco.
Raggiunta la Malga Clesera (Malga di Cles sulle carte), pieghiamo sulla destra per Rifugio Peller e rasentiamo una serie di costruzioni, arrivando al km 10.58 davanti all’ingresso principale. Da qui proseguiamo in discesa sulla sterrata principale per 240 metri e la lasciamo, poi, per imboccare un tratturo che si stacca sulla sinistra. Scendiamo sul fondo di una conca pascolativa facendo attenzione, quando appare più in alto sulla destra la chiesa della Madonna della Neve, a tenere il ramo principale di sinistra (non sempre ben evidente), che si infila in una valletta. Scendiamo dolcemente su questa carrareccia dal fondo erboso, che può risultare abbastanza fangoso in caso di pioggia, incontrando più avanti dei segnavia di conferma. Dal km 12.59, punto in cui ci affacciamo nella Val di Rabbi, proseguiamo in falsopiano su questa vecchia strada, che a volte si restringe a sentiero e procede sempre in costa con il pendio che scende sulla sinistra. Raggiunta al km 14.21 la località Pozza de le As, lasciamo a destra il sentiero per la vetta del Peller e, poco più avanti a sinistra, una sterrata che scende in Val di Sole e proseguiamo dritto.
Un tratto in dolce discesa ci porta, infine, dopo aver superato una sbarra chiusa, nuovamente nei pressi del Passo Le Fraine, dove ci immettiamo a sinistra sulla sterrata percorsa all’inizio dell’itinerario che, pedalata a ritroso, ci riporta, dopo essere ripassati in località Fontana Maòra, al punto di partenza. |
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